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NON ENTRATE IN QUELL'AREA DI RIGORE 09 Mar 2010 15:12
"Tiro libero", rubrica di personaggi e storie del futsal isolano di Sardinia Futsal, dopo la Delfino Sestu, questa settimana ha incontrato il portiere del Futsal Nuoro, Alessandro Flore. “Ho conosciuto il calcio a 5 nei tornei estivi e me ne sono innamorato soprattutto per via della maggiore intensità del gioco e del fatto che venivo chiamato in causa molto più spesso che nel calcio a 11. Il futsal è uno sport per tutti, ricchi e poveri, giovani e vecchi...è lo sport più bello e accessibile del mondo”. Questo è Alessandro Flore, 37 enne portiere del Futsal Nuoro, ambiziosa società di C2 presieduta da Giampaolo Porcu e nata da una “costola” dello Zir PratoSardo. Un progetto ambizioso, come lo è proprio lui, grintoso ex estremo difensore di La Palma Monte Urpinu, Elmas e soprattutto Quartiere Marina, società con cui ha legato buona parte della propria carriera. Il presente però parla barbaricino: “Il progetto Futsal Nuoro nasce dalla lungimiranza e dalla passione di Giampaolo Porcu e di alcuni fidati collaboratori come il nostro severissimo ma mitico team manager Enzo, il polivalente Daniele, che potrebbe tranquillamente ancora giocare in C1 e il preparatissimo mister Juan Lorens”. Il primo contatto, fine stagione scorsa: “Ho conosciuto il Presidente l'anno scorso nelle due partite Marina - Zir e quando ha saputo che avrei lasciato Cagliari mi ha proposto il progetto, che ho accettato davanti a un mojito senza pensarci più di tanto”. Se chiedi a Flore di riaprire l’album dei ricordi, si concede con estrema facilità: “La Marina prima in C1 e il Futsal Nuoro prima in C2 sono un grande motivo di orgoglio per me. Nostalgia no, felicità si, e poi bellissimi ricordi, tante amicizie e la sensazione di trovarmi a casa ogni volta che sono a Cagliari e mi alleno con la mia "ex" squadra”. Anni di sfide, di incroci pericolosi, di amici e avversari. “Non entrare in quella area” poteva essere il film della sua esistenza tra i pali. Qualcuno ha suscitato in lui anche ammirazione, prontamente ricambiata: “In realtà sono tantissimi, dalla C2 alla nazionale e sarebbe impossibile per me elencarli...ne cito solo uno, ma col cuore: Bebi Lai. Per quanto riguarda i portieri poi, sono particolarmente affezionato a Ciccio Ferraro, che se non porta la Marina in B gli spezzo un dito. Mi piace tantissimo la reattività di Bebo Orani, il miglior portiere sardo di sempre, e sono molto contento e fiducioso per il giovane Mirko Murru, che non conosco di persona ma che mi ha sempre fatto un'ottima impressione; spero e son convinto che avrà tante soddisfazioni”. Dalla sua esperienza può dispensare anche qualche consiglio proprio a tanti giovani difensori delle nostre categorie u21 e u18: “Guardare tante partite di tutte le categorie per assimilare sia le tecniche corrette che gli errori da evitare. Consiglio allenamenti sempre diversi, divertenti e in cui si possano affinare riflessi, posizione e tempestività nelle uscite”. Sul portiere di movimento ha la sua teoria: Non sono propenso a farlo ma se serve è giusto che il portiere dia una mano ai compagni. Ma vedo Feller, che sta in porta e vince comunque, quindi… !” Anni anche di aneddoti, uno fra tutti in Quartiere Marina-Teleco, derby decisivo per la salvezza: “Gli arbitri ci assegnano un gol regolare ma nato in circostanze strane; guardo Giorgio Lai (il mitico presidente della Marina, n.d.r.) e aspetto una reazione che non tarda ad arrivare...ci invita a far segnare la Teleco in modo da riequilibrare la partita e di uscire dal campo, anche se sconfitti, più che a testa alta”. A Flore chiediamo, come a tutti i protagonisti della nostra rubrica, alcune ricette per migliorare il movimento del c5 isolano e un consiglio per la classe arbitrale: “Agli arbitri chiedo solo di giocare tanto a calcio a 5, fare dei tornei, e di capire cosa vuol dire subire o segnare un gol ingiustamente. Per il resto niente da dire, li rispetto e cerco di farmi rispettare. Nessuna ricetta da darvi sul resto: ci vorrebbero semmai più sponsor e quindi una maggiore visibilità televisiva sia regionale che nazionale; sarò sincero, molte partite di anche buon livello possono essere noiose per gli inesperti ma se ci fosse un programma con gli highlight (gol, schemi, dribbling, finte e parate, n.d.r.) sarebbe sicuramente seguitissimo”. Fuori dai campi coltiva l’hobby della pesca. La mondanità fatta di anni ed anni di serate da dj - che ogni tanto proseguono con qualche apparizione - ha segnato il passo alla tranquilla vita di Budoni, dove ora risiede, e alla sua professione, in cui si occupa di spedizioni internazionali per una importante azienda. Nicola Montisci misternicola@gmail.com |
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